• Monica Cillario

Diario di una fotografa: Valentino Zeichen #ValentinoZeichen, #poeta, #esecuzionifotografiche,


Valentino Zeichen (Fiume, 22 marzo 1938- Roma, 5 luglio 2016)


Oggi sarebbe stato il compleanno di Valentino Zeichen.

Ricordo il giorno in cui lo conobbi, durante una cena a casa di amici: gentile, cordiale, molto educato, a tratti schivo e poi aveva anche classe, quella innata, quella che o ce l'hai, o non importa chi sei, cosa fai, come vesti, se non ce l'hai non ce l'hai; lui l'aveva e ricordo anche la sua "mania" delle belle scarpe, e le sue erano sempre lucide (e questo particolare mi faceva venire in mente mio padre, che le scarpe le aveva spesso sporche del fango del cantiere, ma che mi diceva sempre che in fondo un uomo che ha stile lo si riconosce da poche cose ben precise, una di queste sono le scarpe ben lucidate).

Lo incontrai ad altre due cene, dove lui era sempre uno degli invitati più interessanti. Poi un giorno lo chiamai per chiedergli se potevo venire a fargli delle foto per un mio lavoro e lui fu subito disponibile; andai a trovarlo una domenica in tarda mattinata, era primavera e fui l'ultima a fotografarlo, prima che gli venisse l'ictus che nel giro di poche settimane se lo portò via, lasciando il mondo letterario italiano un po' più povero (senza però che quel mondo se ne rendesse veramente conto -di quel che aveva perso, intendo-).

In quell'occasione, oltre alle foto, si fece fare anche il video sulla felicità e poi, dopo avermi firmato e dedicato il libro in cui erano raccolte le sue poesie di una vita, mi lesse una sua poesia: Esecuzioni Fotografiche.

Fu così gentile! Ed è così che me lo ricordo, come un animo gentile, uno dei pochi davvero gentili che io abbia incontrato.


Nizza, marzo 2018 (da Diario di una fotografa di Monica Cillario)

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